LIS: INTERVENTO ALLA CAMERA DELL’ASSOCIAZIONE “GRUPPO SILIS”

http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20110601-lis-intervento-alla-camera-dell-associazione-gruppo-silis

(AGENPARL) – Roma, 01 giu – Trasmettiamo il testo dell’intervento dell’Associazione Gruppo S.I.L.I.S. Onlus nell’audizione con la XII Commissione Affari Sociali della Camera. L’argomento sono le proposte di legge C. 4207, C. 286C. 351C. 941C. 1088C. 2342C. 2528C. 2734C. 3490, recanti “Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva e riconoscimento della lingua dei segni italiana”.

“L’Associazione denominata “Gruppo S.I.L.I.S. – Onlus” (Gruppo per lo Studio e l’Informazione sulla Lingua dei Segni Italiana), con sede in Roma, via Nomentana n. 54, nasce nel 1989 come Comitato e si trasforma in Associazione nel 1992. Tale Associazione è stata fondata per la promozione del riconoscimento e del diritto all’uso della Lingua dei Segni Italiana (LIS) per le persone sorde, come già stabilito con una risoluzione del Parlamento Europeo, il quale si è espresso in favore del riconoscimento delle varie Lingue dei Segni nazionali già dal 1988, incoraggiando la ricerca sulle Lingue dei Segni e la realizzazione di una serie di servizi (interpretariato, programmi televisivi, ecc.) per la popolazione sorda e udente.
Al suo interno operano persone sorde e udenti impegnate in questi anni in molteplici attività: corsi di Lingua dei Segni Italiana (LIS), formazione di Interpreti LIS, formazione per Assistenti alla Comunicazione sordi e udenti (legge 104/92), formazione per Docenti Sordi di LIS, attività di sperimentazione sul bilinguismo in classi di scuola materna integrata e elementare presso l’Istituto Statale dei Sordi di Roma, collaborazione a progetti di ricerca con l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Roma. Per molti anni i sordi sono stati una minoranza invisibile, anche se al suo interno la comunità dei sordi ha continuato ad essere intellettualmente vivace, senza però la possibilità di portare all’esterno il proprio contributo culturale e sociale. Oggi le cose sono profondamente cambiate ed è in atto all’interno della comunità dei sordi, una vera e propria rivoluzione silenziosa favorita da tre elementi: la ricerca scientifica, le mutate condizioni culturali, sociali e politiche, la maggior consapevolezza delle persone sorde di appartenere ad una minoranza linguistica. Solo grazie a questi mutamenti sono nate, negli ultimi decenni, nuove concezioni pedagogiche ed educative.
Le ricerche hanno avuto inizio negli anni Sessanta, quando il linguista americano William Stokoe dimostrò per primo che la Lingua dei Segni Americana (ASL) presentava tutte le caratteristiche morfologiche, grammaticali, sintattiche di ogni lingua naturale e che, come tutte le minoranze linguistiche, anche i sordi avevano una loro cultura. Fu il primo a descrivere la cultura sorda in termini sociali, considerando il fatto che la sordità produce cultura: tradizioni che si possono tramandare, racconti e poesie in segni, e tutto il bagaglio di conoscenze teoriche e simboliche trasmesse di generazione in generazione dai sordi.
A partire dai lavori di Stokoe, altri ricercatori in tutto il mondo hanno dunque iniziato a studiare le proprie Lingue dei Segni: in Italia le ricerche sulla Lingua dei Segni Italiana (LIS) sono condotte dalla Dott.ssa Virginia Volterra e dal suo gruppo di lavoro presso l’Istituto di Scienze e Tecnologie del CNR di Roma. A fronte di tutto questo l’Associazione Gruppo SILIS, e tutte le altre Associazione ed Enti che da anni si battono per il riconoscimento e la diffusione della Lingua dei Segni Italiana (LIS), non possono accettare che, nella seduta del 3 maggio 2011, l’On. Binetti (UDCpTP) dichiari che “La proposta di legge approvata dal Senato … privilegia in modo unilaterale la cosiddetta lingua dei segni […] che, a suo avviso, sarebbe più corretto definire come: “linguaggio o tecnica comunicativa mimico-gestuale”, mentre l’On. Farina Coscioni, dopo aver condiviso quanto osservato dalla collega Binetti, ha auspicato l’introduzione di “proposte di modifica concrete del provvedimento in esame, a cominciare dal titolo, nel quale sarebbe più corretto fare riferimento al linguaggio o alla tecnica dei segni, anziché alla lingua”. Insomma, dopo il lavoro fatto in Senato in questi tre anni e smentendo tutta la letteratura scientifica italiana ed internazionale dagli anni ’60 ad oggi, si vuole mettere in discussione perfino la natura della LIS, considerandola non più una “lingua” bensì una “tecnica dei segni”.
Il Gruppo SILIS, da ormai più di 20 anni riconosce, insegna e utilizza la Lingua dei Segni Italiana (LIS) all’interno delle proprie attività e non può accettare che questa possa essere ricondotta a LMG, Linguaggio Mimico Gestuale, e cioè privata del diritto di essere una vera LINGUA, quale è in realtà!!! Gli studenti che frequentano i nostri corsi – che negli anni sono aumentati in maniera esponenziale (vedi allegato) mettendo in evidenza quanto questa realtà non sia solo ed esclusivamente limitata alle persone sorde – imparano una Lingua e non un Linguaggio Mimico Gestuale, e gli Assistenti alla Comunicazione e gli Interpreti, qualificati attraverso i nostri corsi, rendono accessibile a bambini ed adulti sordi le informazioni utilizzando quella che per i sordi è la propri Lingua: la LIS!! La LIS è una LINGUA VERA ed il suo riconoscimento non preclude alle persone la libertà di scegliere. Il fatto che la LIS venga riconosciuta non obbligherà nessuno ad entrare in un ghetto: da sempre le famiglie scelgono il percorso che ritengono più giusto per i loro figli sordi e la legge non li obbligherà ad avere l’insegnate di sostegno (di cui, tra l’altro, si avvalgono la maggior parte degli studenti sordi anche non segnanti) o l’Assistente alla Comunicazione.
Il riconoscimento della LIS, così come previsto dal Senato, non cancellerà “la libertà di scelta”, perché non è questo che prevede la legge, anzi renderà più ampia la libertà di scelta anche per tutte quelle persone sorde che, scegliendo la LIS, da anni non vengono ascoltate e prese in considerazione. Il ddl approvato al Senato prevede la tutela e l’accessibilità da parte di tutti a qualunque genere di informazione, pertanto anche alle persone sorde che utilizzano la LIS per comunicare”.

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Aspirante Panificatrice, ex assistente alla comunicazione, Blogger?
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