LIS: INTERVENTO ALLA CAMERA DELL’ESMHD

http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20110601-lis-intervento-alla-camera-dell-esmhd-1

(AGENPARL) – Roma, 01 giu – Trasmettiamo il testo dell’intervento della European Society for Mental Health & Deafness nell’audizione con la XII Commissione Affari Sociali della Camera. L’argomento sono le proposte di legge C. 4207, C. 286C. 351C. 941C. 1088C. 2342C. 2528C. 2734C. 3490, recanti “Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva e riconoscimento della lingua dei segni italiana”.

“Buongiorno,
Vorrei ringraziare il Presidente, Onorevole Giuseppe Palumbo, e tutti i deputati della XII Commissione Affari sociali, per l’opportunità di essere audita oggi su un tema così importante come il riconoscimento della LIS, Lingua dei Segni Italiana. Sono Stefania Fadda, psicologa specializzata in sordità, membro del consiglio della ESMHD (Società Europea per la Salute Mentale e Sordità) che oggi rappresento. Esprimo i miei ringraziamenti a nome del suo Presidente, Dott.ssa Ines Sleeboom Van Raaij, e di tutti i membri del consiglio che accoglie i rappresentanti della maggior parte delle nazioni europee.
La ESMHD è una organizzazione internazionale che, dal 1986, riunisce medici e psicologi specialisti in sordità e salute mentale, negli ambiti dell’età evolutiva, dell’età adulta e della salute pubblica. La sua mission è quella di promuovere, in Europa, un’adeguata salute mentale nelle persone sorde in cui la comparsa della sordità ha preceduto l’acquisizione del linguaggio e in tutte le altre qualunque sia stata l’età di insorgenza o il grado di perdita uditiva.
Per “salute mentale” si intende un sano sviluppo psicologico, emotivo e sociale nonché la prevenzione, assessment, diagnosi e trattamento della sofferenza psicologica e dei disturbi psicopatologici. Per “persone sorde” si intende una popolazione eterogenea in termini di identità e di funzionamento: alcuni si identificano nella comunità dei Sordi in cui il legame linguistico e culturale comune è rappresentato dalla Lingua dei Segni, altri non hanno alcun contatto con questa comunità e frequentano esclusivamente persone udenti; altri ancora sono bilingui e biculturali. L’appartenenza alla comunità Sorda dipende da numerose variabili tra cui caratteristiche di personalità, fattori ambientali e aspetti psicologici. In considerazione di quanto esposto, nella Dichiarazione Europea di Bad Ischl (Austria) del 2003, e nella Dichiarazione Mondiale di Worcester (Sud Africa) del 2005 sulla Salute Mentale e Sordità, ESMHD incoraggia le Istituzioni a garantire il pieno godimento, da parte di tutte le persone sorde, dei diritti umani al “rispetto della vita privata e familiare” e alla “libertà e sicurezza personale”, diritti che includono la possibilità di avere accesso a servizi, consulenze ed informazioni sanitarie, nella lingua scelta dal paziente. ESMHD ritiene fondamentale che nei servizi di salute mentale i professionisti tengano in considerazione la popolazione sorda nel suo complesso, inclusi coloro che rappresentano una minoranza linguistica e culturale. Rispettare la diversità culturale della comunità Sorda segnante significa rispettare l’identità e la dignità individuale, punto di partenza per una piena inclusione sociale delle persone sorde. La Lingua dei Segni, in quest’ottica, non è solo una lingua a tutti gli effetti con regole grammaticali e sintattiche, ma è anche un elemento che consente una solida identificazione con un gruppo minoritario, con la conseguenza di un impatto positivo sull’autostima e, più in generale, sulla soddisfazione di vita.
In quanto all’Italia, ESMHD constata che vi è una diffusa disparità nell’accesso ai servizi sanitari tra persone udenti e persone sorde, a causa delle barriere comunicative. Infatti, la Lingua dei Segni non viene utilizzata, pur essendo il principale strumento comunicativo di coloro che hanno una sordità profonda congenita o precoce. Molti esperti sanitari non sono in grado di elaborare la storia dei pazienti sordi che usano la Lingua dei Segni senza un interprete e di valutare lo stato psichico del paziente senza che loro stessi usino correttamente la Lingua dei Segni. Tali esperti incontrano difficoltà nelle fasi della raccolta dei dati, della diagnosi e del trattamento. Per esempio, riguardo ai test psicologici, la mancanza di norme di riferimento per l’utilizzo degli stessi con la popolazione sorda e la carenza di adattamenti per la somministrazione in Lingua dei Segni possono essere causa di errate valutazioni dei pazienti sordi. Le difficoltà comunicative tra paziente e specialista possono creare dei fraintendimenti ostacolando, talvolta, il riconoscimento di una sofferenza psicopatologica del paziente sordo o, al contrario, inducendo alla diagnosi di un disturbo mentale anche se non presente. Per tali ragioni, è importante che l’interpretazione di tali test avvenga con cautela e che ci si consulti con professionisti esperti di sordità”.

“Una maggiore accessibilità ai servizi sanitari permetterebbe alle persone sorde di partecipare attivamente alle decisioni relative alla propria salute, nelle fasi della prevenzione, assessment e diagnosi. Essa è, inoltre, assolutamente essenziale per ottenere il consenso informato a tutte le forme di trattamento. Infatti, in tutte le situazioni in cui è necessario un consenso informato da parte di una persona sorda e, in particolar modo, nel caso di ammissione volontaria o obbligatoria a cure psichiatriche, la mancanza di informazioni nella lingua propria dell’individuo lede un suo diritto fondamentale.
Un’attenzione particolare meritano i bambini sordi: fare buona prevenzione di salute mentale, di benessere non soltanto fisico ma anche psichico, significa operare con modelli che permettano ai bambini di crescere e svilupparsi adeguatamente. L’esposizione da parte del bambino ad una efficace forma comunicativa è stata vista essere l’antagonista di tutte quelle condizioni di stress, disagio e difficoltà che sono causa di sofferenze, di disturbi dell’identità ma anche di disturbi psichiatrici più seri cui la persona sorda può incorrere come del resto tutta la popolazione generale. Fattori protettivi risultano essere: l’esposizione precoce ad un adeguato ambiente comunicativo, un adeguato processo di identificazione, lo sviluppo di tutte le potenzialità e la costruzione di una cultura delle diversità. Fattori di rischio risultano essere: la mancanza di un adeguato ambiente linguistico precoce, le persistenti difficoltà di comunicazione con i genitori e con i coetanei, la mancanza di un appropriato ambiente linguistico a scuola. Fattori negativi quali la negazione dell’identità del bambino sordo, un inadeguato rapporto con i coetanei ed una poca attenzione alle esigenze emotive paiono essere la causa dei disturbi psicopatoplogici più frequenti nei bambini sordi.
ESMHD, infine, osserva come, in Italia, ancora si debbano costruire percorsi volti a formare professionisti nell’ambito sanitario per le persone sorde, si debbano sviluppare e rafforzare le capacità e la consapevolezza da parte delle persone sorde affinché esse stesse diventino protagoniste del rapporto di aiuto e di supporto nei confronti di altre persone sorde. Infatti uno dei valori più importanti, un reale valore aggiunto, si realizza quando ad occuparsi del benessere psicologico dei pazienti sordi sono i professionisti sordi. Naturalmente la European Society for Mental Health and Deafness ESMHD European Society for Mental Health & Deafness strada è lunga bisogna permettere, innanzitutto, a tutti i cittadini sordi un pieno accesso all’educazione al fine di raggiungere elevati livelli di istruzione.
Alla luce di quanto detto, la ESMHD e tutti i suoi membri esprimono l’augurio che le questioni sopra proposte e affrontate possano contribuire ad una soluzione del dibattito sulla LIS in favore del suo pieno riconoscimento legislativo, attraverso l’approvazione del Disegno di Legge recante: ”Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva e riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana”, in accordo con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità del 2006, che in molti articoli promuove e riconosce le lingue dei segni.

Dott.ssa Stefania Fadda
Membro del Consiglio ESMHD”

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